Ti seguo ogni notte
Mondadori, Milano 2004.
Roger Milone ha 32 anni, un nome da attore porno, una casa in periferia, una madre ingombrante, un lavoro come venditore di pentole e – soprattutto – una sorella di sedici anni tutta amori e boy band, drammi esistenziali e frasi che finiscono con “per sempre”.
In una notte incantevole, Roger incontra Stella, la donna della sua vita. Purtroppo è la notte sbagliata, perché è proprio quella prima delle nozze di lei. Roger dà di matto e decide di inseguire il sogno. Ma è proprio mentre rincorre l’amore, che troverà il successo, diventando rocambolescamente un protagonista della tv. Il suo anticonformista programma “per soli uomini” sarà immediatamente un piccolo cult. Desiderato da donne e tabloid, invidiato dagli amici e motivo d’orgoglio della famiglia, Roger è frastornato.
A ritrovare la via, lo aiuteranno un pianoforte, un amico trans, un prete che tutti chiamano don Johnson, una fioraia, le avventure agrodolci della sorella. E soprattutto, il suo coraggio testardo di amare.
Le storie più belle sono notti d’amore.
Sorgono al tramonto e si spengono all’alba, bruciando sotto le stelle. La vita ti scorre davanti veloce, e di colpo rivedi tutto. I primi passi, i sogni dell’adolescenza, le sfide lanciate e perdute, le vittorie, il disincanto del tempo che passa. La guerra persa contro le verdure bollite.
Torni a illuderti che la felicità esista. È sdraiata accanto a te, respira lieve, il cuore le batte forte. L’abbracci, nudo, come se la conoscessi da sempre. Ogni dettaglio, ogni parola detta, ti pare di averla sentita, o di averla già pronunciata – sognata – mille altre volte. Anche se di lei non sapevi nulla fino a poche ore prima.
- Non mi hai ancora detto come ti chiami.
- Il nome. Vuoi sapere il mio nome.
- Mi piacerebbe.
- Come vorresti che mi chiamassi?
- Non lo so.
- Se vuoi che resti, devi dirmelo.
La fissò per qualche secondo, cercando di immaginare un suono, prima che una parola, una successione di note da attribuire a un volto. Non gli venne in mente nulla. Si guardò intorno in cerca di appigli e vide solo l’avviso che chiedeva di lasciare la stanza entro le ore dieci.
- Stella. Ti chiamerai Stella.
- Bene. Sarò Stella solo per te, Roger.
Si baciarono a lungo. Era una notte strappata dal vento, che fagocitava le emozioni scaraventandole contro i loro corpi. Roger era ebbro di passione. Stella sembrava fuori di sé, posseduta da un desiderio irrefrenabile di donarsi totalmente, quasi fosse l’ultimo giorno possibile. E per lei, a modo suo, lo era. Fecero sesso a più riprese, cambiando registro ogni volta, come se dovessero cominciare un nuovo discorso. I corpi si conoscevano attraverso naso e mani, attraendosi sempre più. Il loro incastro perfetto presagiva il destino di grandi unioni: Paolo e Francesca, Stanlio e Ollio, pomodoro e mozzarella, Clark Gable e Vivien Leigh, destra e sinistra, Dolce e Gabbana, Scilla e Cariddi, Mork e Mindy. Durante le pause, si regalarono carezze di chi ha grande confidenza, o è costretto a prenderla.
- Come hai fatto a scoprire che mi chiamo Roger?
- L’ho visto alla reception, mentre consegnavi il documento. Roger Milone, per essere precisi.
- Sei una donna intelligente.
- Sono una donna. Punto.
Una donna dalla pelle diafana e dallo sguardo smarrito, con due occhi che sembravano appartenere a un disegno animato. E poi mani affusolate, dita lunghe e nude, capaci di far vibrare l’aria con i loro soli movimenti.
- È la mia notte più bella dai Mondiali di Spagna.
Anche per me è una notte importante, Roger. Domani mi sposo.