Katy Perry

Posted:  February 1st, 2011 by:  Luca comments:  Comments Off
Katy Perry

Le hanno appena dato diciassette punti di sutura a un polpaccio, ma per nulla al mondo rinuncerebbe a sorriderti. Ti accoglie in una suite londinese come se lavorasse in un ristorante della sua California, con i baci, i cookies e acqua a scelta tra naturale, frizzante, frigo o fuori frigo. Ci manca poco che ti porti pure il menù.

Poi si siede sul divano, mi fa accomodare accanto a lei, e allunga sul tavolino quelle che sono state elette le più belle gambe del pop, ora fasciate dai jeans e dalle garze. È stanca per colpa del jet lag, come ha appena scritto su Twitter, ed è ancora più bella. Gli occhi turchesi fanno pendant con la camicia che disegna due tette non rifatte. Si lascia affondare sui cuscini e inizia a farmi lei, le domande, mostrando l’eclettismo che l’ha portata a condurre con successo le ultime due edizioni degli Mtv European Music Awards.

La borsetta è parcheggiata lì accanto come un cagnolino: “posso chiederle cosa ci tiene dentro?”. Ci pensa su un attimo, ma poi estrae divertita una marea di trucchi, caramelle alla menta, un portafoglio, un telefonino con il suo gatto come salvaschermo (!), una crema per le mani e un deodorante. Ma c’è un elemento che fa della borsa di Katy Perry quella di una vera popstar: un piccolo registratore fucsia. “Vorrei farle sentire qualcosa ma ho le batterie scariche”. Così apro la mia, di borsa, e le passo le pile di scorta di cui mi premunisco per evitare defaillance del mio registratore. Un attimo dopo sento la sua voce gospel che prova a cappella alcune strofe di “Teenage Dream”, il nuovo, attesissimo Cd.

È il suo angelo custode?

Esattamente. Posso essere in giro, in un locale, in bagno, per strada. Appena mi viene in mente un motivetto, un’idea, lo accendo e mi metto a cantare. E poi lo uso anche nelle interviste, quando non mi fido del giornalista.

Però non mi stava registrando.

Ma lei l’ho inquadrata appena è entrato. Si capisce che è uno che si diverte, che si lascia trasportare dalla corrente, come me. Lo vede? Me lo sono tatuato anche sul braccio: “Go with the flows”.

Non è un po’ azzardato, nel suo caso, fidarsi a prima vista delle persone?

Non credo. Io continuo a fidarmi del mio intuito. Ce l’avevo prima di fare la cantante, e ci faccio affidamento anche in questa vita incasinata.

Quanto è difficile avere il suo numero di telefono?

Non molto, anche se io uso poco il telefono. Non chiamo quasi nessuno.

E la chiamano?

Mi telefonano solo il mio fidanzato, la mia assistente, e un sacco di numeri sconosciuti cui non rispondo. E i miei genitori, che mi rompono tutti i giorni. Però non mi fraintenda: non amo parlare al telefono ma mi piace moltissimo vedere i miei amici e avere delle conversazioni a tu per tu.

Quanti amici veri ha?

Una quindicina, direi.

Più ragazze, più ragazzi, o più gay?

Oh my god! Molte ragazze, molti gay e un paio di amici eterosessuali. Sa, sono fidanzata!

Delle celebrities, frequenta qualcuno?

Mi sento ogni tanto con Taylor Swift e mi becco con Rhianna quando ci troviamo negli stessi posti. Ma vedo di più i miei amici.

E Lady Gaga?

Avevo il suo numero, ma l’ho perso.

E non l’ha più cercato?

Lo sa che non amo troppo parlare al telefono (ride). Tanto non riesce a farmi parlare male di Lady Gaga. Sono una sua fan.

Il suo fidanzato è Russel Brand, un attore comico molto amato in Inghilterra. È più facile avere una relazione con una persona già famosa?

Il primo motivo per cui io e Russel stiamo insieme è che io adoro ridere, e nessuno mi fa ridere più di lui. E poi è sexy, è attraente e non lo posso controllare. In passato cercavo sempre di tenere sotto controllo i miei ragazzi ma non è mai servito a niente. Il nostro rapporto non funziona perché lui è una celebrità, ma perché ha un carattere più forte del mio, da tutti i punti di vista: fisico, mentale e spirituale.

Vivete insieme?

Sì, ho appena comprato casa a Los Angeles… c’è anche la piscina.

È vero che vi sposerete in India?

Se accadrà, lo saprete solo a cose fatte.

E com’è la vostra camera da letto?

Enorme. Deve sapere che i pavimenti, e tutta la casa, sono del 1920. Ed era la casa di una ballerina: i soffitti sono altissimi e la camera da letto era la sua sala prove. Per cui quando sono lì mi piace immaginare questa signora che faceva le piroette…

Quanti vestiti riceve ogni giorno?

Troppi. In Italia amo molto Dolce e Gabbana. Ma quando ricevo gli abiti le più felici sono le mie amiche. Li regalo quasi tutti. L’altro giorno, ad esempio, hanno fatto la scorta di occhiali da sole.

Crede che i suoi fratelli possano soffrire la sua popolarità?

Magari possono essere gelosi di qualche mio privilegio, ma sono la mia famiglia e cerco di accontentarli ogni volta che posso. Mio fratello più piccolo, ad esempio, adesso vive a casa mia.

E i suoi genitori, che sono pastori, hanno accettato il suo lavoro?

Ora sì. All’inizio, ogni volta che mi vedevano esibirmi, gli venivano i capelli dritti. Ma hanno capito che sono come una farfalla, che voglio essere libera di vivere la mia vita. Non possiamo essere d’accordo su tutto, ma ci vogliamo bene ed è la cosa più importante.

Lei ha una bellissima voce, però alla fine si parla soprattutto della sua immagine e dei video provocatori.

Sarò pure carina, ma non sono Beyoncè. Lei è una leggenda vivente: è stupenda, sa ballare, canta benissimo. Io non sono così brava come lei in tour, però magari so suonare la chitarra… ognuna ha le sue qualità, ed è per questo che possiamo coesistere. Se però lo scorso tour ho fatto sempre il tutto esaurito è anche perché la gente vuole sentirmi cantare.

Il suo nuovo disco è particolarmente spensierato… è perché è felice?

Molte canzoni del mio primo album le avevo scritte durante l’adolescenza, quindi avevo più rabbia. Adesso mi sento molto più sicura del mio amore, più felice e ho più fiducia in me stessa. Per cui mi sono presa anche qualche rischio musicale in più.

Il primo singolo, “California Gurls”, impazza nelle classifiche di mezzo mondo ed è un inno alla California. Schwarzenegger l’ha chiamata per complimentarsi?

Mi sarebbe piaciuto, ma niente. Già mi vedevo lì a tagliare il nastro di qualche inaugurazione! Quella canzone mi rappresenta completamente: io vengo da Santa Barbara, anche se non sono bionda e non ho le tette rifatte, mi sento una perfetta californiana: piedi per terra, easy going… e molto condizionata dal clima meraviglioso che abbiamo. In inverno mi deprimo sempre un po’.

Alcuni potrebbero obiettarle che il suo è un modo di vedere le cose troppo superficiale.

Essere attratti dalla superficie delle cose non significa essere superficiali. Con questa canzone non volevo di certo imitare Shakespeare, ma dare un messaggio di benvenuto all’estate. La scuola è finita, iniziano le vacanze, che male c’è a volersi divertire?

C’è stato un momento della sua vita in cui ha capito di avercela fatta?

Ce ne sono stati due. Il primo, quando Madonna ha detto a una radio dell’Arizona che “You’re so gay” era la sua canzone preferita. Lì è cominciato il tam tam. E poi ricordo un po’ di mesi dopo, ero in un giorno di pausa del tour a Las Vegas, a rilassarmi in piscina. Mi arriva una magnum di Dom Perignon da parte del mio produttore con un biglietto che diceva: “Congratulazioni. Sei la numero uno.“I kissed a girl” era prima in classifica.

Quella canzone alludeva a un bacio saffico dato a un’amica. Come mai le lesbiche sono meno integrate nella nostra società rispetto ai gay?

È sempre difficile parlare di categorie quando si parla di esseri umani: ognuno è una storia a sé. Io posso dirle che una delle mie assistenti e amiche è lesbica ed è una persona fantastica. Ci sono lesbiche simpatiche e antipatiche, così come gli eterosessuali e gli asessuati, che adoro. Le mie amiche lesbiche sono perfettamente integrate, ma immagino che la situazione in Italia sia un po’ diversa rispetto all’America, forse per via del Vaticano. Non conosco abbastanza il vostro Paese per risponderle, ma mi auguro che la nuova canzone “Peacock” venga suonata nei gay pride!

Pensa di essere ambiziosa?

(Sospira) Sì… Ma è anche perché sento la responsabilità di aver ricevuto questo dono, e quindi non voglio deludere nessuno. C’è una canzone, chiamata “Living for”, in cui mi chiedo il senso della vita. Ma se ci pensa, anche una cosa bella come l’amore, se non ci lavori sopra, se non gli dedichi tempo, passione e pazienza, alla fine non raccogli nulla. Certo, a volte passi delle notti insonni, dei giorni tristi, ti svegli con le borse sotto gli occhi… ma ne vale sempre la pena.

L’ultima volta che ha pianto?

Due giorni fa, ma non mi chieda perché.

Non le ho ancora chiesto come va la sua gamba…

Bene, anche se mi fa male. Ma mi ricorda che sono viva. Credevo di essere Wonder Woman e invece, appena mi sono rilassata dopo uno show, mentre ballavo sono caduta sullo spigolo di un tavolino e mi sono tagliata.

Era proprio necessario esibirsi il giorno dopo con la gamba fasciata?

Sono una popstar. Non me lo potevo permettere.

Programmi per la serata?

Vedrò “A single man” di Tom Ford in dvd e poi a cena col fidanzato.

Voi due soli?

Purtroppo ci saranno anche le bodyguard.

Luca Bianchini
Vanity Fair

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