Eros: Lo giuro

Posted:  November 8th, 2005 by:  Luca comments:  Comments Off
Eros: Lo giuro - Raccontato da Luca Bianchini

Eros: Lo giuro
Biografia ufficiale di Eros Ramazzotti.
Mondadori, Milano 2005

Non avrei mai pensato, neppure nei giorni più deliranti, che un giorno Eros Ramazzotti mi chiedesse di raccontare la sua vita. Eppure è andata proprio così. Come sempre, tutto è cominciato per una serie di coincidenze. Un paio di anni fa, dopo una cena con amici a casa mia, passa a trovarci Luca Scarpa, tastierista professionista, da anni in tour con Eros e Fiorella Mannoia. Ci siamo simpatici, ci vediamo in altre occasioni volanti, e una volta che suona con Eros a Torino mi lascia due biglietti per lo spettacolo. Io penso bene di presentarmi al concerto con la mia amica Bubu e una copia di Instant love (ogni scusa è buona). Scarpa mi fa consegnare il romanzo a Bruno Bugiani, il personal manager, che però preferisce lo consegni direttamente io a Eros. Mi fornisce immediatamente di Pass-Backstage-All-Areas (roba da masturbarsi solo a pronunciarle, ’ste parole) e mi dà appuntamento a dopo lo show.

Ricordo ancora quanto fossi intimidito per la quantità di controlli e di persone dietro le quinte.

Eros mi ha accolto sorridente, colpito dal fatto che una delle sue canzoni, “Cose della vita”, fosse nella “colonna sonora” del libro (ogni capitolo di Instant love ha il titolo di un brano musicale). Ha letto con attenzione la dedica, e mi ha salutato dicendo: “Allora passa a trovarci di nuovo”.

E’ trascorso più di un anno da quando il suo management mi ha ricontattato. Dopo un ventennio sulla cresta dell’onda, Eros voleva rifare il punto sulla sua esistenza – reale e musicale – e desiderava uno sguardo diverso da quello di un giornalista. Per cui gli sono venuto in mente io (non ha pensato né a Follett né a De Carlo, ma a ME!!!).

Scrivere “Lo giuro” è stata un’esperienza di vita, non solo di scrittura. Sono entrato in un mondo che non conoscevo di cui ho visto il glitter e le crepe, i vantaggi e i prezzi da pagare. Per più di due mesi Eros mi ha reso partecipe delle sue vicende, facendomi sedere accanto a lui al ristorante, lasciandomi assistere mentre registrava il nuovo disco, portandomi in giro per il mondo nei suoi trasferimenti “musicali”, aprendo cassetti della memoria rimasti silenti per troppo tempo.

Ho cercato di trasferire questo bagaglio di emozioni in un racconto che ha molto di Eros, ma un po’ anche di me. Eros mi ha lasciato carta bianca su come scrivere e cosa dire.

Ho dato il massimo per far emergere come realmente è, con le sue luci e le sue ombre, i musi lunghi e le battute disarmanti. E con la sua voce inconfondibile. Spero che avrete voglia di ascoltarla anche sulla pagina scritta.

Non avrei mai pensato, neppure nei giorni più deliranti, che un giorno Eros Ramazzotti mi chiedesse di raccontare la sua vita. Eppure è andata proprio così. Come sempre, tutto è cominciato per una serie di coincidenze. Un paio di anni fa, dopo una cena con amici a casa mia, passa a trovarci Luca Scarpa, tastierista professionista, da anni in tour con Eros e Fiorella Mannoia. Ci siamo simpatici, ci vediamo in altre occasioni volanti, e una volta che suona con Eros a Torino mi lascia due biglietti per lo spettacolo. Io penso bene di presentarmi al concerto con la mia amica Bubu e una copia di Instant love (ogni scusa è buona). Scarpa mi fa consegnare il romanzo a Bruno Bugiani, il personal manager, che però preferisce lo consegni direttamente io a Eros. Mi fornisce immediatamente di Pass-Backstage-All-Areas (roba da masturbarsi solo a pronunciarle, ’ste parole) e mi dà appuntamento a dopo lo show.Ricordo ancora quanto fossi intimidito per la quantità di controlli e di persone dietro le quinte. Eros mi ha accolto sorridente, colpito dal fatto che una delle sue canzoni, “Cose della vita”, fosse nella “colonna sonora” del libro (ogni capitolo di Instant love ha il titolo di un brano musicale). Ha letto con attenzione la dedica, e mi ha salutato dicendo: “Allora passa a trovarci di nuovo”. E’ trascorso più di un anno da quando il suo management mi ha ricontattato. Dopo un ventennio sulla cresta dell’onda, Eros voleva rifare il punto sulla sua esistenza – reale e musicale – e desiderava uno sguardo diverso da quello di un giornalista. Per cui gli sono venuto in mente io (non ha pensato né a Follett né a De Carlo, ma a ME!!!).Scrivere “Lo giuro” è stata un’esperienza di vita, non solo di scrittura. Sono entrato in un mondo che non conoscevo di cui ho visto il glitter e le crepe, i vantaggi e i prezzi da pagare. Per più di due mesi Eros mi ha reso partecipe delle sue vicende, facendomi sedere accanto a lui al ristorante, lasciandomi assistere mentre registrava il nuovo disco, portandomi in giro per il mondo nei suoi trasferimenti “musicali”, aprendo cassetti della memoria rimasti silenti per troppo tempo. Ho cercato di trasferire questo bagaglio di emozioni in un racconto che ha molto di Eros, ma un po’ anche di me. Eros mi ha lasciato carta bianca su come scrivere e cosa dire. Ho dato il massimo per far emergere come realmente è, con le sue luci e le sue ombre, i musi lunghi e le battute disarmanti. E con la sua voce inconfondibile. Spero che avrete voglia di ascoltarla anche sulla pagina scritta.

Intro

Troppe volte, dopo avermi incontrato, le persone mi dicono: “Però, t’immaginavo tutto in un altro modo!”.

Sono passati più di vent’anni da quando ho cominciato e forse è il momento di farmi conoscere un po’ di più per come sono. E dato che non sempre do il meglio nelle interviste, ho pensato: “Perché non far raccontare a qualcun altro com’è veramente la mia vita?”.

Ho scoperto alcune cose scritte da Luca e le ho trovate immediate e dirette, proprio come me. Questo è quello che lui ha visto e sentito, e che mi sono divertito a leggere.
Buona lettura.

Prima pagina

Pensiamo sempre all’america

- Tu mi devi aiutare.
Sono queste le prime parole che gli sento dire, appena salgo in macchina. Una Chevrolet nera dai vetri oscurati, incapaci tuttavia di nascondere il bellissimo sole che bacia Los Angeles. Eros è seduto davanti, di fianco al posto guida, con un cappello teso sugli occhi, i piedi sul cruscotto e le mani sul telefonino. Mi parla quasi senza voltarsi, quasi senza presentarsi, come se quelle parole avessero la precedenza su tutto.

- Aiutarti in che senso?
- A raccontarmi. A raccontare come sono veramente. Quando mi vedo in tv non mi riconosco mai. Sono teso, impacciato, non trovo mai le parole giuste.

Special edition

Devo molto a Eros.

Grazie al successo del nostro libro mi sono potuto permettere, almeno per il momento, di fare lo scrittore a tempo pieno. È una sensazione strana, piacevole e imbarazzante al tempo stesso. Alle persone che non mi conoscono non so mai cosa dire, quando mi chiedono il mio lavoro. Ho sperimentate varie risposte, dal generico “scrivo” al supersonico “scrittore”, che non viene mai preso sul serio. A volte ho detto “biografo di superstar”, che fa sempre sorridere. Sono sicuro che Eros avrebbe da ridire su questo, ma forse no, forse sorriderebbe anche lui.

Questo mi piace di Mr “Ramasoti”: non è mai scontato, neppure quando l’esperienza ti porterebbe a trarre conclusioni affrettate. Avevo voglia di raccontare ancora un po’ di lui, e l’uscita dell’Oscar Bestseller è diventata un’occasione imperdibile.

Ecco la prima pagina di questa nuova, breve ma intensa, avventura. E’dedicata a tutti i lettori che, grazie a Eros, hanno apprezzato anche me.

Prima pagina

È passato più di un anno dall’ultima volta che l’ho visto con quaderno e registratore.

Eravamo a Milano Marittima, nel suo hotel preferito, sulla spiaggia dove le persone cercavano di essere indifferenti, ma alla fine lo placcavano nell’ormai consumato rito foto-bacio-autografo.

Da allora, ho avuto modo d’incontrarlo in una decina di occasioni, da casa sua al Corriere della Sera, dalle Olimpiadi alla pizzeria, e mi sono lentamente trasformato da cronista a tifoso: lo seguivo trepidante da Celentano, gli avrei rubato la giacca a Sanremo, l’ho tempestato di sms per i traguardi del libro e del disco, ho perso la voce durante il tour, l’ho ascoltato con attenzione in radio. Molte cose mi sono sembrate più chiare, molte altre avrei voluto approfondire. Mi sono reso conto che non ci sarà mai nessun libro in grado di raccontare una vita, ma è stato bello, per un attimo, poter aprire le finestre su un’esistenza così affascinante nella sua semplice complessità.

Alcune sere avrei desiderato scrivere ancora di lui, ma mi accontentavo di parlarne via mail con i suoi fans, che mi hanno travolto di entusiasmo da tutto il mondo.

Pochi giorni fa apro una lettera dell’Editore che mi chiede se ho modifiche o aggiornamenti da fare sul libro in edizione “Oscar Bestseller”, e io mi faccio subito un film con le mille domande che gli avrei voluto ancora porre. Lo accenno timidamente all’interessato, che si mostra subito disponibile.

Così eccomi ancora qui, davanti a quelle finestre di nuovo accese, terrorizzato che il portinaio mi riconosca e non mi faccia salire per quello che avevo scritto di lui. Sono in anticipo di venti minuti, e per evitare di sembrare ansioso decido di fare tre giri a vuoto intorno al palazzo cercando di ritrovare calma e concentrazione. Quando vedo che il tempo sta per scadere, infilo gli occhiali da sole anche se il sole è tramontato da un pezzo, e vado spedito verso gli ascensori senza badare al portinaio-doganiere.

- Dove va, lei, scusi?
- Da Eros. Eros Ramazzotti.
- Lo so benissimo chi è Eros.
- Lo immagino. Ho un appuntamento.
- Quella scala in fondo, all’ultimo piano e poi a sinistra.
- Grazie.
- Comunque io mi chiamo Rinaldo, piacere. È un po’ che non la vedo.
- Sono Luca.

Parlo quasi senza guardarlo in faccia, anche se vedo che è in giacca e cravatta, e mi sento così colpevole che non aspetto neppure l’ascensore e salgo su a piedi. Ci metto un po’ a riprendermi e a ritrovare gli occhiali giusti, quelli da vista. Sono talmente impallato che rischio quasi di suonare in ritardo.

- Ecco il poeta.

Mi accoglie così, quando entro in casa, e io cado in ginocchio davanti a lui come se fosse Gesù.

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