Alessandra Amoroso – Amici Mai

Posted:  January 31st, 2011 by:  Luca comments:  Comments Off
Alessandra Amoroso

Ce l’ho davanti in lacrime, questa ragazza prodigio, ma non provo né imbarazzo né a fermarla. Sta cercando di confessarmi le cattiverie che girano sul suo conto, e i ricordi le fanno troppo male. “È che non riesco a fregarmene”, riesce giusto a dire, prima di cercare i kleenex e nuove unghie da massacrare. Non si nasconde, non si scompone, vive il suo piccolo dolore come un dramma.

In quel gesto così spontaneo e temerario, capisco perché Alessandra Amoroso divida tanto il pubblico: o la ami – e le credi – o la snobbi.

Siamo a Cinecittà, in una calda domenica d’agosto, negli studi di Amici. Qui, tra le sale prove e gli spogliatoi, un paio di anni fa Alessandra è sopravvissuta a sei mesi di sfide, canti, liti e televoti, prima di portarsi a casa la vittoria e un contratto con la Sony. Sta ultimando il nuovo disco, “Il mondo in un secondo”, e c’è da giurarci che sarà l’ennesima ondata di record. Visti i tempi che corrono, i suoi numeri sono impressionanti, e vanno al di là della popolarità televisiva: 200 mila copie per il disco d’esordio, “Stupida“; 230 mila per “Senza Nuvole” (alla cui uscita ha scalzato Madonna dalla vetta); prima nelle classifiche dei download; oltre 300 mila fans su Facebook.

Ma i numeri non la sorprendono più di tanto. A lei interessa soprattutto l’opinione della gente – in particolare della sua gente: i leccesi – della famiglia, e di “Maria”. Quella Maria Nazionale (non la cantante, la De Filippi), che la tiene al telefono quasi un’ora prima dell’intervista, facendola trottare su e giù nel cortile in mezzo alle macchine parcheggiate. Sembra un’adolescente che discute col fidanzato, mentre gioca con il foulard che le protegge l’ugola d’oro.

Cosa aveva da dirle di così importante?

È un segreto.

La imbarazza parlare di lei?

No, è che per me Maria sta su un altro pianeta. Quando mi ha detto che veniva a vedermi in concerto a Roma, ad esempio, mi sono agitata per un mese. E non le dico quante volte sono andata in bagno prima dello spettacolo! Ho tanta confidenza, certo, mi telefona, mi manda messaggi, ma Maria è Maria. Lei è la mia mamma famosa.

E la sua mamma naturale, invece, com’è?

Non lo so com’è. So solo che la amo. Vengo dal Salento, e per noi la famiglia è sacra quanto la terra. Sono cresciuta giocando nell’orto di mia nonna a Otranto: toglievo le erbacce, coltivavo i pomodori. E quando cresci in mezzo alla terra, non lo dimentichi più. Mia madre mi segue in tour, mia cugina mi aiuta su Facebook, mio padre è sempre attaccato al computer, i parenti sono tutti coinvolti… siamo una grande tribù.

Nessuno ha patito del suo successo?

Dei parenti, no. Perché avrebbero dovuto? Quelli che sono cambiati sono i conoscenti, persone che prima neanche mi filavano e adesso vengono a dirmi “amica mia”. Ma quale amica tua?

E lei come si comporta?

Li saluto, ma sono fredda. Perché io non dimentico. Poi noi salentini siamo molto permalosi, ci leghiamo tutto al dito.

Cosa le manca della sua vita da commessa?

La tranquillità. Una domenica come questa, se non fossi stata in negozio, me ne sarei andata al mare, a Porto Cesareo, nella spiaggia libera tra Tabù e Dune. Ora, anche se ci vado con le amiche, è difficile fare un discorso senza essere continuamente interrotti da qualcuno che mi dice: “Ale, facciamo una foto?”

E questo le pesa?

Soprattutto quando torno a casa. Mi piacerebbe che almeno lì io fossi semplicemente Alessandra. Da quando è finito il programma, mi sono trovata ogni giorno, davanti al portone, una trentina di persone. Una volta ne ho trovate sessanta. Allora sono uscita, e con il cuore in mano gli ho detto di lasciarmi in pace. Perché io non la voglio lasciare casa mia, mi capisce? Sono troppo affezionata a quel palazzo grigio che ha la mia stessa età: ventiquattro anni.

Loro come hanno reagito?

Hanno detto: “ti capiamo, bella mia”. E dal giorno dopo i fan sono diventati 4 o 5. A me piace molto dialogare con loro, perché io non vorrei che ci fosse questa distanza tra me e il pubblico. Se potessi, eliminerei il palcoscenico e canterei sempre in mezzo alla gente.

Se non ci fosse il palco, lei non sarebbe l’artista.

Lo so, ma io mi sento troppo in colpa per il successo che ho avuto, perché vedo in giro tanta gente piena di talento che non ha avuto la fortuna di vincere Amici.

A proposito di talent show, c’è un’altra sua collega, Giusy Ferreri, che è partita facendo la commessa. Vi siete mai incontrate?

Una volta, ad “Amiche per l’Abruzzo”, al concerto organizzato dalla Pausini. Ci siamo presentate e basta. Ma sa una cosa? Io non mi sento una loro collega.

Perché?

Non lo so, ma io mi sento diversa, anche se ho ricevuto tanti attestati di stima: Renato Zero mi ha addirittura baciato in bocca (ride), poi ho conosciuto Mario Biondi, che è fantastico, ed Elisa mi ha detto una cosa che non scorderò mai.

Quale?

Prima di esibirmi ai Wind Music Award, mi ha sussurrato: “Stai tranquilla, perché sei brava”.

C’è qualcuno con cui le piacerebbe collaborare?

Al di là della stima che ho per la Pausini, per Elisa, c’è un ragazzo che non avevo mai incontrato, Francesco dei Modà, la cui musica ha fatto da colonna sonora alle mie vacanze. Quando mi ha detto che voleva scrivere una canzone per me, non ho capito più niente! Lo so che non è Baglioni o Vasco, ma io ho toccato il cielo con un dito.

La sua nuova canzone s’intitola “La mia storia con te”. Al momento ce l’ha una storia?

(piuttosto che rispondere, me la canta, e la canta benissimo).

Allora?

Sì, sono fidanzata. E sono felice.

E perché aveva timore a dirmelo?

Perché poi lei lo scrive sul giornale. Su certe cose sono riservata, sono un po’ all’antica.

Che tipo di fidanzata è?

Passionale, ma esigente. Se do mille, anche tu mi devi dare mille.

Ma non era lei che cantava “amore è dare senza chiedere”?

Canto bene ma razzolo male! E in amore sono vendicativa: se mi fai soffrire non perdono.

E nella vita?

Per niente. Me la prendo tanto, come prima, ma poi mi passa. Sono come una pentola d’acqua che bolle: sempre lì a brontolare, ma come la togli dal fuoco si calma subito.

Un capitolo da cancellare della sua carriera?

Una volta hanno trasmesso una mia scenata isterica a “Striscia la notizia”. Rivedermi nella classifica dei “nuovi mostri”, mi ha fatto vergognare da morire. Lì ho capito quanto male può fare la televisione, e quanta responsabilità ho. E pensare che quando vedevo il programma mi chiedevo: “ma perché questi strillano?”

Lo sente molto, il peso della responsabilità?

Sempre di più. Soprattutto quando mi scrivono ragazzi che si vogliono suicidare. Non puoi restare indifferente.

Qual è la sua paura più grande?

In amore. Che una delle mie migliori amiche mi freghi il ragazzo.

Le è già successo in passato?

Mai. Ma credo di vedere troppi film.

Che tipe sono le sue amiche?

Meravigliose. Una ha un negozio di parrucchiere insieme alla madre, e l’altra ha la steak house più buona di Gallipoli. Pensi che quando ho firmato il contratto alla Sony, c’erano anche loro, Lilli e Nico. Abbiamo letto insieme le clausole davanti a Rudy Zerbi.

Tra Marco Carta e Valerio Scanu, chi resiste tra dieci anni?

Valerio. Ha un grande senso dell’ironia.

L’ironia in Valerio Scanu la vede solo lei.

Guardi che è molto simpatico…

Invece cosa vorrebbe dire alle persone che la snobbano perché viene da Amici?

Di provare a conoscermi, che nel mio caso significa ascoltare le mie canzoni senza pregiudizi. Di questo disco, poi, sono molto orgogliosa.

Non vorrebbe un pubblico più adulto, ai suoi concerti?

Ci sarà tempo. Comunque a volte vengono anche i ragazzi con la camicia.

Qual è il pubblico che sogna?

Per me l’importante è che faccia casino, che partecipi. La cosa più bella è vedere i genitori con i figli.

È proprio una brava ragazza…

Non mi conosce bene. Per il lavoro che faccio, fumo troppo. E mi piace il vino rosso fermo.

Ha mai steccato?

Sempre.

Ma se l’ho vista in concerto ed era perfetta…

È perché canto col cuore. Quando canti col cuore, la voce ti esce sempre.

Luca Bianchini
Vanity Fair

Vanity Fair

  • Diary

  • Twitter