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Non avrei mai pensato, neppure nei giorni più
deliranti, che un giorno Eros Ramazzotti mi
chiedesse di raccontare la sua vita. Eppure
è andata proprio così. Come sempre,
tutto è cominciato per una serie di coincidenze.
Un paio di anni fa, dopo una cena con amici
a casa mia, passa a trovarci Luca Scarpa, tastierista
professionista, da anni in tour con Eros e Fiorella
Mannoia. Ci siamo simpatici, ci vediamo in altre
occasioni volanti, e una volta che suona con
Eros a Torino mi lascia due biglietti per lo
spettacolo. Io penso bene di presentarmi al
concerto con la mia amica Bubu e una copia di
Instant love (ogni scusa è buona). Scarpa
mi fa consegnare il romanzo a Bruno Bugiani,
il personal manager, che però preferisce
lo consegni direttamente io a Eros. Mi fornisce
immediatamente di Pass-Backstage-All-Areas (roba
da masturbarsi solo a pronunciarle, ’ste
parole) e mi dà appuntamento a dopo lo
show.
Ricordo ancora quanto fossi intimidito per la
quantità di controlli e di persone dietro
le quinte.
Eros mi ha accolto sorridente, colpito dal fatto
che una delle sue canzoni, “Cose della
vita”, fosse nella “colonna sonora”
del libro (ogni capitolo di Instant love ha
il titolo di un brano musicale). Ha letto con
attenzione la dedica, e mi ha salutato dicendo:
“Allora passa a trovarci di nuovo”.
E’ trascorso più di un anno da
quando il suo management mi ha ricontattato.
Dopo un ventennio sulla cresta dell’onda,
Eros voleva rifare il punto sulla sua esistenza
– reale e musicale – e desiderava
uno sguardo diverso da quello di un giornalista.
Per cui gli sono venuto in mente io (non ha
pensato né a Follett né a De Carlo,
ma a ME!!!).
Scrivere “Lo giuro” è stata
un’esperienza di vita, non solo di scrittura.
Sono entrato in un mondo che non conoscevo di
cui ho visto il glitter e le crepe, i vantaggi
e i prezzi da pagare. Per più di due
mesi Eros mi ha reso partecipe delle sue vicende,
facendomi sedere accanto a lui al ristorante,
lasciandomi assistere mentre registrava il nuovo
disco, portandomi in giro per il mondo nei suoi
trasferimenti “musicali”, aprendo
cassetti della memoria rimasti silenti per troppo
tempo.
Ho cercato di trasferire questo bagaglio di
emozioni in un racconto che ha molto di Eros,
ma un po’ anche di me. Eros mi ha lasciato
carta bianca su come scrivere e cosa dire.
Ho dato il massimo per far emergere come realmente
è, con le sue luci e le sue ombre, i
musi lunghi e le battute disarmanti. E con la
sua voce inconfondibile. Spero che avrete voglia
di ascoltarla anche sulla pagina scritta.
LB |