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| Ecco
alcuni personali fotogrammi di quest’avventura,
momenti piccoli e grandi durante la stesura
di “Eros – Lo giuro”. |
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| Il
viaggio alla scoperta del vero Eros è
iniziato a Los Angeles (scicchissimo, no?).
Appena arrivato nella mia bella stanza del Mondrian
Hotel, non ho fatto la doccia. Ma la foto dalla
finestra su Sunset Boulevard.
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| L’hotel
è molto cool, come dicono qui. Ed Eros
come va in giro conciato? In shorts e T-shirt.
Ancora più cool. Di fianco a lui, il
mitico Bruno Bugiani, il suo personal manager,
che io chiamo affettuosamente Bi-bi.
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| Il
primo giorno di shopping l’abbiamo fatto
a The Grove, questo centro commerciale finto
e perfetto. In realtà siamo arrivati,
abbiamo fatto incetta di magliette (scure) e
siamo scappati via.
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| Questo
giubbotto è stato regalato a Eros da
Claudio Gentile, il mitico eroe del Mundial
82. Eros lo ha regalato a sua volta al batterista
Vinnie Colaiuta, che se n’era innamorato.
Tutto scorre.
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| Trovavo
il mio letto in hotel così bello e comodo
che l’ho fotografato anche dopo averci
dormito (per la cronaca, il letto di Eros era
identico a questo!).
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| Eros
instaura un rapporto sempre molto scherzoso
con tutti i suoi musicisti. Questo è
Vinnie Colaiuta quando ancora non sapeva che
Eros gli avrebbe regalato il giubbotto dell’Italia
(che volevo io!).
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| Se volete
fare un regalo a Eros e non sapete proprio cosa
comprare, sappiate che con un cappello a visiera
andate sul sicuro. Li indossa sempre e ovunque
e di tutti i colori (ma meglio blu o neri).
Questo è quello famoso con la “D”,
che mi ha regalato il giorno del suo compleanno.
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| Questa
foto dello Sky Bar, il bar dove spesso ci siamo
fermati a chiacchierare, è stata “rubata”.
Il personale non mi voleva far scattare: “Qui
in America ti vietano di fotografare un bar
e ti vendono le armi senza nessun problema”,
ha commentato Eros.
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| Quando
ti ricapita di avere il re e la reginetta del
pop italiano che t’invitano a pranzo?
Non ti ricapita. La foto andava fatta subito.
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| Bruno
e Giorgio, ciascuno con il proprio ruolo, sono
fondamentali nella vita di Eros. Per questo
li ho chiamati gli Eros Angels.
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| Abe
è il batterista fortemente voluto da
Eros in questo album. L’aveva visto una
volta in concerto, e da allora ha sempre sperato
che potesse suonare in un suo disco. Ci ha messo
un po’ a convincere Guidetti, il coautore
di tutte le musiche dell’album (al centro),
ma alla fine ha ceduto.
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| Un sacco
di aneddoti della vita di Eros li ha sentiti
anche questa piscina. Se solo potesse parlare…
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| Prima di entrare
al Wilthern Theatre, dove si esibiva la Pausini,
Eros è stato placcato da due simpatiche
fan. Come al solito, si è concesso con
grande disponibilità.
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| La Pausini
mi è piaciuta un sacco. E’ immediata,
spiritosa, diretta, e non te le manda di certo
a dire. In questo è molto simile a Eros.
Quando ci ha invitato al suo concerto, non ci
credevo. Mi sono azzizzato col vestito buono.
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| Camminare da solo
per strada, come una persona qualsiasi, è
un lusso che Eros non sempre si può permettere.
A Los Angeles si è tolto un sacco di
soddisfazioni.
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| Quando
gioca la Juve, Eros cambia. Suda sette camicie
e patisce come un aficionado della curva. Qui
siamo a casa di Gigi Meroni, seduto di fianco
a lui, che vive a LA e ci ha gentilmente messo
la casa a disposizione per seguire la partita.
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| Matt è un
altro batterista che ha lavorato a “Calma
apparente”. Ha suonato con Alanis Morrisette
ed è very crazy. Durante le registrazioni,
Eros si è molto divertito a suonare con
lui.
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| Il maestro Valli
è legato musicalmente a Eros dai tempi
di Terra promessa. Patisce terribilmente stare
chiuso in studio di registrazione, per cui periodicamente
esce a vedere la luce e prendere una boccata
d’aria.
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| Pur alzandosi sempre
piuttosto presto, Eros adora dormire. Anche
una pausa al sole può essere l’occasione
per staccare la spina e sognare un po’.
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| La
cucina degli studi di registrazione è
stato teatro di momenti di assoluto relax, e
Giorgio è sempre pronto a tirarlo su
di morale. Ma quando Eros tiene la mano alla
bocca in quel modo, vuol dire che la sua testa
è tutta da un’altra parte. Sì,
ma dove?
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| Eros è imprevedibile.
Quando meno te lo aspetti, tira fuori un episodio
da raccontare, un segreto mai svelato, una battuta.
Per questo il mio registratore doveva essere
sempre sul chi va là.
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| Sulla strada da
Los Angeles a Palm Springs abbiamo incontrato
tantissimi camion che ricordavano il primo film
di Steven Spielberg. Eros temeva che uno di
loro ci inseguisse, come in Duel.
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| Oltre
a essere il “personal” di Eros,
Bi-Bi è diventato anche un mio carissimo
amico.
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| Queste sono le
scarpe da ginnastica preferite da Eros durante
tutta la registrazione del disco. Gli piacciono
da pazzi e se le mette in tutte le occasioni
speciali (il giorno del suo ultimo compleanno,
ad esempio.)
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| Gli piace molto
guidare. E la sua guida è sicura, decisa,
scattante. E’ bello andare in macchina
con lui. Se poi non c’è l’autoradio
puoi sempre chiedergli di farti una cantatina
(ma in realtà non è una buona
idea).
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| Quando siamo arrivati
al magnifico lago salato per il primo set fotografico,
io non credevo ai miei occhi. Ho tirato fuori
la digitale (prestata da Paolo, il mio insostituibile
collega in ufficio) e mi sono scattato.
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| Dietro
una foto semplice, ci lavora un’intera
equipe. Devo dire che però c’era
un’atmosfera assolutamente rilassata e
informale.
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| Questa “situazione”
era una prima idea di copertina. Poetica, no?
Eros aveva però una difficoltà
enorme a tenere gli occhi aperti per via della
luce, e alla fine la foto gli sembrava un po’
troppo sofisticata.
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| La
modella si chiama Touriya ed è di origini
olandesi. E’ di una simpatia unica, ed
Eros si è divertito a prenderla in giro
tutto il tempo.
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| Qui sono tra Paolo
Zambaldi, il fotografo di tutto il servizio
per il cd, e BB, all’occasione tornato
a essere esperto di look per consigliare Eros.
Autoscatto d’autore dello stesso Zambaldi.
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| Nel servizio, erano
previste anche delle foto con Eros e un bambino.
Ne hanno scelto uno che assomigliasse a lui
da piccolo. E’ o non è fantastico?
Non ha sorriso mai, per tutto il tempo.
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| Prima
di lasciare il set, non ho resistito a provare
anch’io l’ebbrezza dei protagonisti.
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La vera foto della copertina
è emersa nel secondo servizio scattato
a Palm Springs. Eros ha iniziato a farsi
fotografare tutto azzizzato, per poi lasciarsi
andare alla foto che è finita dritta
dritta sulla cover. |
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| Niente
da fare. Anche in mezzo al deserto, in un autogrill
dimenticato da tutti, Eros riesce a incontrare
un fan davvero speciale.
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Guardando questa foto,
mi viene in mente che Eros nelle foto
sembra molto, ma molto più serio
di quanto in realtà sia. Sono sicuro
che subito dopo lo scatto è scoppiato
a ridere. |
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| Questo
è lo studio personale di Eros a Milano,
all’Isola. E’ qui che canta. E di
lì a poco, dopo un paio di sms, lo avrebbe
fatto di nuovo.
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| Ecco i due microfoni
dove Eros e Anastacia hanno registrato il bellissimo
duetto dell’album, “I belong to
you”. Eros me l’ha fatto sentire
in anteprima, il giorno dopo. E’ stato
molto emozionante.
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Ecco il piano di lavorazione
appeso in studio durante la registrazione
del canto. “La nostra vita”
è stato l’ultimo ad essere
inciso. Adoro l’intestazione “Canti
in italiano”. |
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| A fine giornata
in studio, Eros si trova sempre un lungo elenco
di foto da autografare. Prima di andare a casa,
dedica sempre un po’ di tempo ai suoi
ammiratori, anche se distanti. |
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| Papà Rodolfo
è un vero personaggio. Ha lasciato Cinecittà
per una casa in campagna, circondato di alberi
e animali, scegliendo di seguire Eros da lontano.
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| Scrivere
la vita di un personaggio come Eros significa
anche che da un giorno all’altro t’inviti
a Londra con Aurora per seguire la registrazione
degli archi negli stessi studi dei Beatles.
E poi, come un turista-bambino, scatti anche
lui foto ricordo. |
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| Tra
gli altri, in hotel a Londra abbiamo incontrato
anche Domenico Dolce, che è un vero vulcano
di simpatia ed energia. E’ sua l’idea
di indossare gli occhiali da sole (e se lo dice
lo stilista…). Sono molto felice di essere
tra DD e BB, e credo si veda. |
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| Il massimo della
gioia negli Abbey Studios, Eros l’ha provata
quando si è trovato da solo nel celeberrimo
Studio 2, dove i Beatles hanno registrato i
loro indimenticabili successi. |
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| Suonando
questo piano, Eros mi ha regalato le sue confessioni
più intime e personali. |
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