Ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo, Instant Love, dopo aver letto dieci pagine della sceneggiatura di Santa Maradona.
Ho scritto la biografia di Eros Ramazzotti tra un brief e l’altro di un’agenzia di pubblicità.
Mi hanno offerto un programma su Radio2 un giorno in cui ero da Fiorello per presentare “Se domani farà bel tempo”.
E sono arrivato a Vanity Fair mentre stavo prenotando una settimana in Salento: due sere dopo mi hanno spedito a raccontare i poveri in Africa.
Le cose più belle mi sono successe senza averle cercate direttamente, come a tutti, credo. Ma mi piace credere alle coincidenze e questo dipende senza dubbio dagli anni che passano.
L’unica cosa di cui sono sicuro, in questo tempo precario, è che scrivere è la cosa che amo di più, dopo la pasta coi broccoli.